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Federico Barocci
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Federico Barocci

Emiliani Andrea
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Andrea Emiliani, amministratore del patrimonio storico e artistico di Bologna e della Romagna, e docente universitario, ha dedicato una impegnativa parte dei suoi studi – a cominciare dalla tesi di laurea, discussa con Roberto Longhi e Francesco Arcangeli – alle rilevanti tematiche del mondo delle forme dell’arte barocca tra Marche e Romagna. Il lavoro di analisi dell’opera particolare di Federico Barocci ebbe inizio negli anni ’60 del Novecento, per concretarsi nel 1975 in una memorabile mostra biennale organizzata in Bologna, associata con Urbino. Il successo del tutto rimarchevole, accompagnato da un consistente catalogo scientifico, preceduto sino a quel momento solo dalla monografia dedicata all’artista da Harald Olsen nel 1962, contribuì notevolmente a diffondere la conoscenza dell’artista anche in ambito internazionale. Una seconda, parallela esposizione, a cura di Giovanna Gaeta Bertelà, allestita e promossa dal Museo degli Uffizi di Firenze nello stesso anno (1975), ebbe il merito di approfondire ulteriormente le grandi tematiche grafiche dell’attività del Barocci. Dopo una seconda, accresciuta edizione bolognese, del catalogo citato, pubblicata nel 1985 in due volumi dalla Nuova Alfa Editoriale, arricchita da un ragguardevole apparato illustrativo, Andrea Emiliani ha continuato a studiare l’artista, nel tentativo di ricomporne il complesso corpus pittorico e grafico. Oggi, a distanza di trentatre anni dalla prima esposizione monografica, le Fondazioni Montanari di Fano e Cassa di Risparmio di Pesaro consentono ulteriori indagini di studio, e la realizzazione di una nuova edizione monografica che comprende, parallelamente al catalogo completo dell’opera pittorica, il repertorio più vasto che mai sia stato dedicato all’attività disegnativa e grafica dell’artista urbinate.
Edito nel 2008, il nuovo volume – diviso in due tomi – per un totale di ottocentoventotto pagine e di oltre mille illustrazioni, ripropone al grande pubblico e agli studiosi la figura e l’affascinante itinerario artistico di Federico Barocci. Vissuto tra il 1535 ed il 1612, e dunque nello spazio della decadenza roveresca, avviato alla rivendicata devoluzione pontificia del Ducato di Urbino, che avrà luogo nel 1631, l’artista occupa uno spazio dominante nel progressivo formarsi d’una riforma naturalistica della pittura italiana generatasi in una dimensione poetica diversa da quella proposta a Roma da Annibale Carracci.




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