Gardelli, Giardini

Gardelli, Giardini

Giuliana Gardelli è nota agli studiosi ed appassionati della maiolica rinascimentale per i numerosi studi e pubblicazioni che hanno sempre portato contributi nuovi ed originali. Specializzata in “Ceramologia” ha organizzato in questa veste per dieci anni storici Convegni a Pennabilli (PU), partecipando inoltre con personali ricerche ai più importanti incontri nazionali ed internazionali d’archeologia e di ceramologia. Ha tenuto conferenze sull’arte italiana del Rinascimento, oltre che in molte sedi di Atenei e Musei italiani, anche in Turchia (Ankara ed Izmir), in Gran Bretagna (Londra), in Germania (Norimberga) , in Olanda (Groningen).Per meriti culturali è stata eletta membro dell’Accademia dei Filopatridi e dell’Accademia Raffaello, di cui è anche “consulente artistico”; inoltre dal 2002 è membro del FAM (Femme-Art- Mediterranée) che ha sede a Rodi. Delle oltre 160 pubblicazioni fra libri e studi ricordiamo “Cinque secoli di maiolica a Rimini” (Ferrara 1982), “Maioliche del Medioevo e del Rinascimento” (Ferrara 1986), “Maioliche Rinascimentali dello Stato di Urbino da collezioni private” (Catalogo Mostra “A Gran fuoco”, Urbino 1987), “Maiolica per L’architettura. Pavimenti e rivestimenti rinascimentali di Urbino e del suo territorio” (Urbino 1993), “Vetri & pignatte dell’antico speziale in Macerata” (Macerata 1994). Fondamentale per la storia della maiolica italiana nel ‘500 è ”ITALIKA. Maiolica Italiana del Rinascimento. Saggi e Studi” (Faenza 1999).

Claudio Giardini è stato direttore della Pinacoteca civica di Pesaro e si è interessato soprattutto all’arte barocca e settecentesca, pubblicando numerosi saggi in riviste specializzate, curando volumi specialistici, mostre specifiche e cataloghi dedicati all’arte delle Marche (La Collezione Hercolani nella Pinacoteca civica di Pesaro,1992; I disegni della collezione Mosca, 1993; I sensi e le virtù, 2000; L’anima e le cose, 2001). Ha curato, con altri, il catalogo della Pinacoteca civica di Pesaro (1994) e, in collaborazione con Bonita Cleri, il volume L’Arte conquistata (2003) sulle spoliazioni delle opere d’arte in epoca napoleonica.

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